Sudan Darfur – Situazione

Nel febbraio 2003 scoppia in Sudan, nella ragione del Darfur, il conflitto tra la milizia armata dei Janjaweed, supportata dal Governo sudanese, e le fazioni dei ribelli organizzate JEM e SLM. La guerra trae origine da attacchi portati da minoranze al Governo, cui lo stesso Governo rispose con attacchi terrestri ed aerei; non riuscendo a sopraffare i ribelli, si rivolse alla fazione dei Janjaweed che non si limitò a respingere le offensive delle fazioni ribelli ma diede inizio ad una emergenza umanitaria, le cui dimensioni divennero tali da suscitare l’interesse della comunità internazionale, fino all’adozione della risoluzione 1564 del 31 gennaio 2005 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, istitutiva della Commissione d’Inchiesta sul Darfur.

Nella risoluzione 1564 viene richiesta al Segretario delle Nazioni Unite l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta per indagare in merito alle violazioni del diritto umanitario e dei diritti umani nel Darfur nonché di stabilire se siano avvenuti atti di genocidio.

Sulla base del rapporto finale della Commissione, il Consiglio di Sicurezza adotta la risoluzione 1593 con la quale viene deferita alla Corte Penale Internazionale la situazione relativa al Darfur, considerata una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali. In particolare, è attribuita al Procuratore della Corte la competenza ad indagare sui fatti avvenuti in Darfur a partire dal 1° luglio 2002, sottolineando l’obbligo del Governo sudanese di collaborare con la Corte ed il Procuratore, consentendo indagini in loco, di coordinarsi con l’Unione Africana e di promuovere un processo di riconciliazione nazionale al fine di assicurare una pace durevole.

Il Procuratore avvia le indagini per verificare la sussistenza dei requisiti per poter aprire ufficialmente l’investigazione sulla situazione in Darfur; verificato il soddisfacimento di tali requisiti, il 6 giugno 2005 dichiara ufficialmente aperta l’investigazione per il Darfur.

I crimini che il Procuratore ritiene essersi verificati consistono in crimini contro l’umanità, crimini di guerra e nel crimine di genocidio.

In particolare, finora sono stati aperti sei casi, riguardanti:

–         il presidente del Sudan Omar Al Bashir, nei cui confronti viene spiccato il 12 luglio 2010 un mandato d’arresto per genocidio, dopo che il 4 marzo 2009 con un primo mandato d’arresto gli erano già stati imputati crimini di guerra e crimini contro l’umanità;

–         Ahmad Harun, ritenuto colpevole di crimini di guerra e crimini contro l’umanità;

–         Ali Kushayb, incriminato per crimini di guerra e crimini contro l’umanità;

–         Abu Garda, colpevole di crimini di guerra e crimini contro l’umanità;

–         Nourain (“Banda”) e Jamus (“Jerbo”), sottoposti ad incriminazione per crimini di guerra e crimini contro l’umanità

–         Abdel Raheem Muhammad Hussein,  per il quale viene emesso mandato d’arresto il 1 marzo 2012 per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.