Congo – Situazione

Il 30 giugno 1960 il “Congo belga” ha ottenuto l’indipendenza. Nel 1965 Mobutu Sese Seko (1965-1997) ha preso il potere con la forza.

La prima guerra del Congo (1996-1997) è scoppiata in seguito al genocidio ruandese del 1994, quando milioni di persone di etnia Hutu si sono rifugiate nell’ex Zaire governato da Mobutu Sese Seko per sottrarsi ai Tutsi che intendevano vendicare il genocidio. Gli Hutu hanno iniziato a perseguitare i Tutsi congolesi che a loro volta hanno formato l’Alleanza delle forze democratiche per la liberazione dello Zaire guidati da Laurent Kabila con il sostegno di Uganda e Ruanda.

La seconda guerra del Congo (1998-2003), chiamata anche “Grande Guerra Africana” ha coinvolto otto nazioni africane e ha causato oltre cinque milioni di morti. Kabila, una volta preso il potere, ha ordinato ai ruandesi e ugandesi di lasciare il paese, intimorendo i Tutsi congolesi. In seguito a tale decisione si sono verificati violenti scontri etnici che hanno coinvolto milioni di civili. Nel 1998 i ribelli Tutsi del Ruanda e Burundi, attivi nelle regioni del Kivu Nord e del Kivu Sud, hanno attaccato le fazioni di Kabila, formate da militanti Hutu e sostenute da Ciad, Angola, Sudan, Zimbabwe, Namibia. I ribelli sostenuti dall’Uganda, quale il Movimento per la Liberazione del Congo, controllavano le province del centro-nord e nord-est.

Il 18 aprile del 1999 a Sirte, Kabila ed il Presidente dell’Uganda Yoweri Museven hanno firmato un accordo di cessate il fuoco, al quale il Ruanda non ha aderito e violenti scontri sono proseguiti in tutto il Congo. Nel gennaio del 2001 Kabila è stato assassinato e il figlio Joseph gli è succeduto. Nel mese di febbraio Ruanda e Uganda hanno approvato il piano di ritiro delle truppe proposto dalle Nazioni Unite. Nel 2002 è stato firmato il Trattato di Pretoria con cui il Ruanda si è impegnato a ritirare le truppe dal Congo e il governo Kabila a smantellare le milizie Hutu colpevoli del genocidio del Ruanda del 1994; il 6 settembre 2002 è stato firmato il Trattato di Luanda con l’Uganda.

Nella regione dell’Ituri, al nord-est del Congo, gli scontri armati hanno visto contrapposte due etnie: Lendu (rappresentata dal Fronte Nazionalista e Integralista) e Hema (Unione dei Patrioti Congolesi). Il conflitto si è protratto fino al 2007 e più di 50.000 persone sono state uccise.

La situazione oggi rimane instabile per la presenza di bande armate, milizie, ex militari che continuano ad effettuare razzie e massacri di civili. Nel 2008 le violenze sono esplose tra l’esercito regolare e le milizie del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo. Nel 2009 è stato raggiunto un accordo. La situazione, tuttavia, rimane tesa. Le prossime elezioni presidenziali avranno luogo il 28 novembre 2011.

Nel 2003 il Presidente della Repubblica Democratica del Congo ha deferito alla Corte Penale Internazionale la situazione circa i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra che si ritiene siano stati commessi nel territorio del Paese dalle forze ribelli e dalle bande paramilitari nel corso della seconda guerra del Congo. Da allora il Procuratore ha iniziato ad analizzare la situazione soprattutto con riferimento alla regione dell’Ituri. Nel 2004 il Procuratore ha annunciato l’apertura delle indagini, dopo aver verificato la sussistenza degli elementi necessari.

La presidenza della Corte ha assegnato la situazione alla I Camera Preliminare, che tra il 2006 e il 2010 ha emesso cinque mandati d’arresto nei confronti di: Thomas Lubanga Dylo, German Katanga, Mathieu Ngudjolo Chui, Bosco Ntaganda, Callixte Mbarushimana.

Il 13 luglio 2012 la II Camera Preliminare ha emesso un mandato d’arresto contro Sylvestre Mudacamura ed un secondo mandato d’arresto contro Bosco Ntaganda.

In data 21 agosto 2015, la Presidenza ha riassegnato la situazione nella Repubblica Democratica del Congo alla PTC I alla luce del carico di lavoro delle due camere preliminari e della necessità di assicurare una efficiente amministrazione delle giustizia.