William Samoei Ruto, Henry Kiprono Kosgey e Joshua Arap Sang

Gli imputati: Ruto, Ministro dell’Istruzione Superiore, Educazione, Scienza e Tecnologia, e Kosgey, Membro del Parlamento e Presidente dell’ODM (Orange Democratic Moviment), hanno fornito un contributo essenziale alla realizzazione ed organizzazione del piano comune, sia nell’indicazione tassativa del soggetti e delle proprietà da colpire, che dal punto di vista finanziario e propagandistico creando un network degli esecutori materiali dei crimini. Allo stesso scopo Sang, Capo delle operazioni al KASS FM di Nairobi , mise a disposizione dell’organizzazione la sua radio.

Gli addebiti: nello spiccare i mandati di comparizione, la Pre-trial Chamber II ha ritenuto sussistenti ragionevoli motivi per considerare Mr. Ruto e Mr. Kosgei responsabili come coautori, ai sensi dell’art. 25(3)(a) per crimini contro umanità (art. 7); per Mr. Mr Sang, invece, ha sostenuto che non ci siano ragionevoli motivi per ritenere che questi sia un coautore indiretto dato il suo contributo non essenziale, ma il suo comportamento invece sia rilevante ex  25(3)(d), come partecipe.

I capi d’imputazione:

  1. Omicidio (art 7.l.a);
  2. trasferimento forzato popolazione (7.l.d);
  3. persecuzione (7.l.h).

Descrizione del procedimento

  1. 8 marzo 2011 Mandato di comparizione;
  2. 7 aprile 2011 Prima udienza comparizione;
  3. 1 settembre 2011 Inizio dell’udienza di conferma delle accuse.

Lo status del procedimento: In data 1 settembre 2011, ha avuto luogo l’udienza di conferma delle accuse per il caso Prosecutor contro Ruto, Kosjy, Sang. Il Procuratore ha sostenuto in quella sede di aver raccolto sufficienti informazioni per supportare lo stato dell’accusa; la difesa degli imputati ha esaminato due testimoni ciascuno. All’udienza hanno partecipato 327 vittime rappresentati dai propri legali, in veste di parte lesa.

In data 23 gennaio 2012 sono stati confermate accuse nei confronti di William Samoei Ruto e Joshua Arap Sang, mentre sono state declinate per Henry Kiprono Kosgey.

Il 18 giugno 2013 la Trial Chamber V aveva concesso in via condizionale a William Samoei Ruto di non dover essere costantemente presente al processo, ad eccezione delle seguenti sessioni: le dichiarazioni di apertura e chiusura di tutti le parti e i partecipanti, le udienze in cui le vittime presentino le proprie dichiarazioni di persona, la pronuncia della sentenza ed ogni altra udienza in cui la sua presenza sia stabilita come obbligatoria dalla Camera.

Il 29 luglio 2013, il Procuratore ha presentato ricorso avverso tale decisione.

L’apertura del processo, avvenuta in data 10 settembre 2013, è stata seguita dalla decisione della Corte di rinviarne lo svolgimento, così da permettere all’imputato Ruto, vice-Presidente del Kenya, di seguire personalmente la tragica vicenda dell’attacco al centro commerciale Westgate di Nairobi.

In data 25 ottobre 2013, la Corte di Appello si è pronunciata sull’interpretazione dell’art. 63 dello Statuto riformando la decisione del 18 giuno 2013. Ha, infatti, stabilito che la Trial Chamber ha una discrezionalità limitata nel pronunciarsi su questioni concernenti l’assenza dell’imputato durante il processo, essendo consentita  solo in circostanze eccezionali e quando sia strettamente necessario. Ha, inoltre, dichiarato che tale decisione deve essere presa in base ad una valutazione caso per caso.

In data 5 aprile 2016, la TC V(A), pronunciandosi sulla richiesta dei difensori degli imputati ed analizzate le osservazioni del Prosecutor e dei rappresentanti delle vittime, ha deciso a maggioranza di terminare il caso contro William Samoei Ruto e Joshua Arap Sang per insufficienza di prove idonee a sostenere l’accusa.

In particolare, il giudice Fremr analizzando le prove fornite dal Prosecutor ed i principi fissati dalla decisione della TC del 3 giugno 2014, ha ritenuto che non vi fossero ragioni per chiamare la difesa a presentare il proprio caso.

Il giudice Eboe-Osuji si è detto concorde con il giudice Fremr ma ha altresì evidenziato che la debolezza del caso del Procuratore potrebbe esser stata causata dai tentativi di interferenze ed ingerenza politica tesi ad intimidire i testimoni.

Il giudice Olga Herrera Carbuccia ha allegato una opinione dissenziente.

La decisione  della TC è impugnabile e non pregiudica la possibilità di aprire un nuovo procedimento in futuro, sia da parte della CPI sia da parte delle autorità nazionali.

Status: liberi.