Saif Al-Islam Gaddafi* – Abdullah Al-Senussi

Gaddafi - Al Senoussi

Gaddafi – Al Senoussi

Gli imputati: Saif Al-Islam Gaddafi ricoprì la  carica di presidente onorario della Gaddafi International Charity and Development Foundation e di fatto operò come Primo Ministro mentre Abdullah Al-Senussi fu colonnello delle forze armate libiche e capo dell’ Itelligence militare. Muammad Gaddafi comandante delle forze armate libiche e leader della Rivoluzione operò quale Capo dello stato libico.

Gli addebiti: la Pre-Trial Chamber in data 27 Giugno 2011, nello spiccare i mandati di arresto nei confronti di Saif Al-Islam Gaddafi e Abdullah Al-Senussi , ha ritenuto che vi fossero fondati motivi per ritenerli presumibilmente responsabili per crimini contro l’umanità rispettivamente come co-autore e autore  indiretto. Il loro arresto sembra necessario al fine di garantire la loro apparizioni dinanzi alla Corte, per assicurare che non continuino a ostacolare le indagini della stessa, e per impedire loro di usare le rispettive autorità per perpetrare la commissione di reati di competenza della Corte.

Nella stessa data la Corte spiccò il mandato di arresto nei confronti di Muammar Gaddafi, successivamente ucciso a Sirte dai ribelli il 20 ottobre 2011.

Gli addebiti:

  1. Omicidio art. (7.1.a)
  2. Persecuzione art. (7.1.h)

Il procedimento:27 giugno 2011 mandato d’arresto. Allo stato attuale il procedimento è fermo in seguito alla uccisione di Muammad Gaddafi per mano dei ribelli in data 20 Ottobre 2011. Il 19 novembre 2011 viene annunciato l’arresto di Saif Al-Islam Gaddafi presso il confine tra la Libia e il Niger ed il suo trasferimento in aereo presso il carcere di Zintan. Il 17 Marzo 2012 Abdullah Al-Senussi è stato arrestato in Mauritania e il governo libico ne ha richiesto l’estradizione.

L’11 ottobre 2013, la PTC I si è pronunciata sulla contestazione di ammissibilità del caso contro Abdullah Al-Senussi, sollevata dalla Libia in data 2 aprile 2013. La Libia, infatti, ha sostenuto di aver iniziato già nell’Aprile 2012 le investigazioni contro Al-Senussi sugli stessi fatti oggetto del referral del CdS alla Corte Penale internazionale e, considerandosi pienamente “disposta” e “capace” (“willing” and “able”), ha ritenuto ciò sufficiente ad escludere l’ammissibilità del caso ai sensi dell’art. 17 StCPI. La PTC I, in conformità con la precedente giurisprudenza in tema di inammissibilità, ha verificato l’identità del caso (stessa persona e stessa condotta) e l’esistenza di investigazioni in corso al momento della presentazione della richiesta d’inammissibilità. Inoltre, sulla base delle prove raccolte, ha appurato che tali investigazioni non sono state avviate con l’intento di sottrarre Al-Senussi alla responsabilità penale per i reati a lui imputati e ha rigettato l’idea che il collasso del sistema giudiziario nazionale abbia reso la Libia incapace di perseguire Al-Senussi, considerando che costui è già in custodia presso le autorità locali.
Per questi motivi, il caso è stato dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 17 StCPI. Tale decisione, tuttavia, non incide in alcun modo sull’ammissibilità del caso contro Saif Al-Islam Gaddafi.
Il Prosecutor potrà presentare una richiesta di riesame, ex art. 19(10) StCPI, laddove accerti la presenza di nuovi fatti che neghino le ragioni alla base della decisione di inammissibilità.

In data 24 Luglio 2014, la Appeals Chamber ha confermato all’unanimità la decisione della Pre-Trial Chamber dell’11 Ottobre 2013 (impugnata dalla Difesa il 17 Ottobre 2013) che dichiarava inammissibile il caso contro Abdullah Al-Senussi, in conformità con il principio di complementarietà. La Appeals Chamber non ha rilevato la presenza di vizi nelle valutazioni svolte dalla Pre-Trial Chamber circa la capacità e la volontà della Libia di portare avanti il processo contro l’imputato. Considerando che la Corte Penale Internazionale, ai sensi dell’art. 17 dello Statuto di Roma, non sostituisce il sistema giudiziario nazionale penale, ma, piuttosto, è ad esso complementare, è stato confermata l’inammissibilità davanti alla Corte penale internazionale del caso contro Al-Senussi. Alla decisione sono allegate le opinioni separate dei giudici Sang-Hyun Song and Anita Ušacka.

Il 10 Dicembre 2014 la Pre-Trial Chamber I ha dichiarato l’inadempienza del Governo libico circa l’esecuzione di due richieste di cooperazione trasmesse dalla CPI e ha riferito la questione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Infatti, la CPI richiedeva la consegna di Saif Al-Islam Gaddafi alla CPI e la riconsegna alla Difesa dell’imputato degli originali di alcuni documenti che erano stati sequestrati dalle autorità libiche al precedente difensore e la distruzione di eventuali copie. La Corte, rimarcando l’atteggiamento collaborativo avuto finora dalla Libia, ha tenuto a precisare che la decisione è stata fondata solo sull’oggettiva impossibilità di ottenere una cooperazione, con la speranza che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU riesca ad eliminare gli ostacoli alla collaborazione.