Libia – situazione

a. Background

La rivoluzione del 17 febbraio segna l’inizio di una fase insurrezionale popolare in Libia, scoppiata in seguito a quanto avvenuto in tutto il mondo arabo in particolare in Tunisia ed Egitto, e culminata nella guerra civile. La sommossa libica, in particolare, è stata innescata dal desiderio di rinnovamento politico contro il regime ultraquarantennale della “guida” della Jamāhīriyya Muʿammar Gheddafi, salito al potere il 1º settembre 1969 dopo un colpo di stato che condusse alla caduta della monarchia filo-occidentale del re Idris.
Dopo quasi un mese di scontro il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso, con la risoluzione 1973, di istituire una no-fly zone sulla Libia a protezione della popolazione civile, legittimando l’intervento militare ad opera di diversi paesi avviato il 19 marzo 2011.

b. Referral

                Il 26 febbraio, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso all’unanimità (15 voti a favore) di deferire la situazione in Libia.
il 3 marzo 2011, dopo aver condotto un esame preliminare della situazione, il procuratore della CPI ha concluso, che vi è una base ragionevole per credere che i crimini sotto la giurisdizione della CPI sono stati commessi in Libia, dal 15 Febbraio 2011, e ha deciso di aprire un’inchiesta in questa situazione.
Il 4 maggio 2011, il procuratore della CPI ha annunciato che presenterà al Pre-Trial Chamber I una richiesta di emettere mandati di arresto nei confronti di tre persone per crimini contro l’umanità.
Il 16 maggio 2011, il procuratore della CPI ha presentato al Pre-Trial Chamber I una richiesta di emettere mandati di arresto per Muammar Abu Minyar Gheddafi, Saif Al Islam Gheddafi e il capo della intelligence Abdullah Al Sanousi per crimini contro l’umanità (omicidio e persecuzione) che sarebbero stati commessi in Libia dal 15 febbraio 2011.
Questo è il primo caso nella situazione Libia. L’Ufficio del Procuratore ha iniziato ulteriormente ad indagare sulle accuse di stupri di massa, crimini di guerra commessi durante il conflitto armato alla fine di febbraio, e gli attacchi contro gli africani subsahariani erroneamente percepiti come mercenari.
Le indagini della situazione in Libia sono in corso.

Il 10 Dicembre 2014 la Pre-Trial Chamber I ha dichiarato l’inadempienza del Governo libico circa l’esecuzione di due richieste di cooperazione trasmesse dalla CPI e ha riferito la questione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Infatti, la CPI richiedeva la consegna di Saif Al-Islam Gaddafi alla CPI e la riconsegna alla Difesa dell’imputato degli originali di alcuni documenti che erano stati sequestrati dalle autorità libiche al precedente difensore e la distruzione di eventuali copie. La Corte, rimarcando l’atteggiamento collaborativo avuto finora dalla Libia, ha tenuto a precisare che la decisione è stata fondata solo sull’oggettiva impossibilità di ottenere una cooperazione, con la speranza che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU riesca ad eliminare gli ostacoli alla collaborazione.