Ahmad Muhammad Harun

Harun 

L’imputato: Ahmad Muhammad Harun (“Ahmad Harun”), dall’Aprile del 2001 al Settembre del 2005  ha ricoperto la carica di Ministro degli Interni del Governo del Sudan e dal 2006 è stato ministro degli Affari Umanitari.
Dall’Aprile del 2003 al Settembre del 2005 era incaricato della direzione del “Darfur Security desk”, coordinando diversi corpi del governo Sudanese: polizia, forze armate, sicurezza nazionale, servizi segreti e la milizia dei Janjaweed.
Si ritiene che Harun fosse a conoscenza dei crimini commessi, dall’Agosto del 2003 al Marzo del 2004,  contro le popolazioni Fur, Zaghawa e Masalit e  dei metodi usati dai Janjaweed, in ragione della posizione dai lui ricoperta al momento dei fatti e per l’aver incoraggiato nei suoi pubblici discorsi la commissione di tali crimini.

Gli addebiti: durante questi attacchi si reputano che siano stati commessi sei Crimini di Guerra, nell’ambito di un conflitto armato non di carattere internazionale: atti di violenza contro la vita e l’integrità delle persone art.8 (2) (c) (i); violazione della dignità personale art.8 (2) (c) (ii); dirigere attacchi verso le popolazioni civili che non prendono parte alle ostilità art.8 (2) (e) (i); saccheggio art.8(2) (e) (v); stupro art.8 (2) (e) (vi); distruzione e confisca dei beni art.8 (2) (e) (xii).
Harun è, inoltre, reputato responsabile di sette Crimini contro l’Umanità, per gli atti commessi nell’ambito di un esteso e sistematico attacco contro le popolazioni civili e con la consapevolezza dell’attacco.
Gli atti che integrano i crimini imputatigli sono: omicidio art.7 (1) (a); trasferimento forzato della popolazione art.7 (1) (d); imprigionamento e altre gravi forme di privazione della libertà art.7 (1) (e); tortura art.7 (1) (f); stupro art.7 (1) (g); persecuzione art.7 (1) (h); atti inumani art.7 (1) (k).

Il procedimento: il procuratore ritiene che vi siano ragionevoli motivi per ritenere che Harun sia responsabile a norma dell’art.25 (3) (b) dello Statuto, per l’aver incoraggiato la commissione dei crimini e a norma dell’art.25 (3) (d) per l’aver contribuito alla perpetrazione dei reati da parte di un gruppo di persone che agiscono di comune accordo.
L’arresto di Harun, è reputato necessario a norma dell’ art.58 (1) (b) (i) e (ii) dello Statuto per assicurare la sua presenza davanti alla Corte e per non mettere in pericolo le indagini.

Lo status: il mandato d’arresto è stato emesso il 27 Aprile del 2007.